| Titolo visualizzato | Michelangelo, Maradona e i grattacieli |
| Criterio di ordinamento predefinito | Michelangelo, Maradona e i grattacieli |
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| ID della pagina | 13391 |
| Lingua del contenuto della pagina | it - italiano |
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| Short description | Articolo |
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| Creatore della pagina | Redazione (discussione | contributi) |
| Data di creazione della pagina | 12:39, 18 nov 2024 |
| Ultimo contributore | Redazione (discussione | contributi) |
| Data di ultima modifica | 12:39, 18 nov 2024 |
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Descrizione | Contenuto |
Article description: (description) This attribute controls the content of the description and og:description elements. | Immaginiamo di passeggiare tra le strade, le piazze e i giardini fiorentini del Rinascimento, tra antichi palazzi e incredibili statue. Era un’epoca in cui i mecenati si contendevano i migliori artisti del momento. Ora, facciamo un balzo in avanti negli anni Novanta: al posto degli artisti troviamo i calciatori, ancora non tatuati ma comunque icone venerate per il loro tocco magico. E i vulcanici presidenti delle squadre di calcio al posto dei mecenati. Due mondi apparentemente distanti, ma incredibilmente simili nel loro spirito competitivo e nella loro passione per l’eccellenza. E l’audace paragone potremmo estenderlo ad oggi, con grandi aziende mecenati che competono per i grattacieli più spettacolari e non solo. |