Università Bicocca e Osservatorio Metropolitano insieme, nero su bianco
| WikiMilano Magazine | |
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| Primavera 2024 | |
| Direttore | |
| Andrea Jarach | |
| Focus | |
| Welfare ambrosiano | |
| Info | |
| I contenuti del numero di primavera 2024 saranno pubblicati il 28 marzo | |
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Nell’aprile dello scorso anno, con il convengo “Ginnastica: medaglie e salute devono convivere”, prendeva corpo la collaborazione tra Università degli Studi di Milano-Bicocca e Osservatorio Metropolitano di Milano. Quella che oggi è una partnership sancita da un accordo quadro siglato il primo marzo scorso, di cui parlerò più avanti, ha solo un anno di vita ma annovera già una serie di passaggi importanti.
Prima di tutto, il convegno del 27 aprile dello scorso anno, organizzato con la collaborazione del Panathlon Milano, che ha messo intorno a un tavolo istituzioni, da Regione Lombardia con il Sottosegretario allo Sport e ai Giovani, Lara Magoni, al presidente della Federazione Ginnastica italiana, Gherardo Tecchi, docenti, medici, allenatori, nutrizionisti e famiglie sul delicato tema dello sport in età puberale.
Come delegata del Rettore per lo Sport universitario dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, ho potuto apprezzare il successivo lavoro, coordinato dalla responsabile Cultura e Sociale dell’Osservatorio, Carla De Albertis, che ha portato alla redazione e pubblicazione di un vademecum multidisciplinare a uso di sportivi, allenatori e famiglie per orientarsi nella sintomatologia del disagio psichico e fisico degli adolescenti impegnati in attività sportive agonistiche. Il vademecum ha messo insieme i contributi delle tante personalità e degli esperti che si sono alternati nel corso del convegno, offrendo una sintesi dalle solide basi scientifiche ma allo stesso tempo fruibile e chiara anche per i non addetti ai lavori.
Grazie alla collaborazione con Osservatorio, il vademecum è stato distribuito a centri sportivi ed enti locali della Grande Milano (e non solo) oltre che messo a disposizione gratuitamente sul sito del Centro studi nello spirito di servizio alla comunità che gli è proprio.
Certi dell’importanza dello sport come agenzia educativa (la terza dopo famiglia e scuola), e dello straordinario presidio di socialità e salute che rappresenta, abbiamo deciso di proseguire su questo filone supportando l’Osservatorio Metropolitano per lo studio dal titolo Filantropia, cultura e sport: fare squadra per il bene comune, ovvero sullo sport come strumento di inclusione, crescita e salute, che ha ricevuto il prezioso sostegno di Fondazione Cariplo. A conferma della bontà del progetto, è arrivata proprio in queste settimane la tanto attesa modifica che introduce la tutela e la promozione dell’accesso alla pratica sportiva nella nostra Carta costituzionale, con la riformulazione dell’art. 33 Cost. in questi termini: “La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme”. L’interesse del legislatore conferma dunque l’attenzione al tema, ma allo stesso tempo certifica la necessità di colmare alcune lacune concrete se pensiamo che quasi il 40% dei complessi scolastici italiani oggi sono privi di impianti e che siamo, nel confronto con i Paesi OCSE, il peggiore per dotazione infrastrutturale e impiantistica sportiva oltre che tra i peggiori in quanto a sedentarietà e attività fisica settimanale. A questa situazione provano a far fronte il PNRR e la nuova Legge di Bilancio con i quali si sta rifinanziando il fondo sport e periferie, per garantire l’inclusione attraverso lo sport delle aree più marginali, mentre nel nuovo D.L. PNRR (D.L. 13/2023), è previsto che le Regioni e gli enti locali provvedano a una ricognizione degli immobili in disuso o da ristrutturare, da poter dedicare alla pratica sportiva.
In questo quadro, e con le Olimpiadi del 2026 alle porte, Osservatorio metropolitano di Milano è stato incaricato di uno studio che metta a fuoco il perimetro e le possibili modalità di approccio e intervento per favorire l’accesso allo sport in Lombardia, coinvolgendo gli attori direttamente impegnati nel settore ma anche tutto ciò che ruota intorno allo sport come veicolo di inclusione sociale e strumento culturale.
Sono felice che la nostra Università sia coinvolta nel progetto. Siamo in primissima linea su questo discorso, sia a livello di sport universitario, dove stiamo investendo tanto con ottimi risultati, che nel supporto al territorio. Lo studio citato è la prima di una serie di ricerche su cui potremo collaborare con l’Osservatorio come previsto dall’accordo quadro che il Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo ha approvato il venti febbraio scorso.
Il protocollo di intesa, di cui sono referente per l’Ateneo, avrà una durata di cinque anni e vedrà diversi ambiti di collaborazione, tra i quali attività scientifiche, supporto alla didattica e all’inserimento lavorativo degli studenti, partecipazione a Bandi internazionali e attività di divulgazione scientifica.
